L'avevo promesso a mio fratello

mercoledì, 09 luglio 2008

Il problema del paese. Questa Italia, questa meravigliosa Italia che tutti amiamo e a cui non possiamo essere che grati, questo paese del Bengodi a cui dobbiamo solo dire grazie, ha un enorme problema, che ne turba la serenità e ne mette a rischio la felicità. Ci sono degli screanzati, a nome Grillo Giuseppe, Guzzanti Sabina e Travaglio Marco, che osano fare battute di dubbio gusto sul Premier (e passi, ci siamo abituati), sul Capo dello Stato (e già qui non va tanto bene), sul Papa (e qui siamo già oltre ogni limite di decenza), ma soprattutto sul capo dell'opposizione, e qui veramente arriviamo a livelli inammissibili, inaccettabili. Allora io vorrei ricordare a questi tre pusillanimi che il valore primario, irrinunciabile, fondamentale della sinistra è quello dell'unità, capito? E che se ce l'hanno col berlusca, se la prendano col berlusca, non con il povero Vartere, che discorsi sono? Sarebbe come se un pezzo di sinistra facesse un partito coi democristi e poi facesse cadere il governo di centrosinistra e poi si presentasse alle elezioni senza l'altro pezzo di sinistra, così poi magari il berlusca stravince prendendo meno voti della volta prima, checcazzo!

scritto da: JackIrons alle ore 09/07/2008 14:01 | link | commenti (7)
categorie: laicismo, idiozia, grillo, governo, partitodemocratico
venerdì, 04 luglio 2008

Anacronismi. Dodici o tredici anni fa il tecnico dei computer dell'ufficio dove lavoravo mi disse una frase che suonava più o meno "se voi anziché usare un mezzo di comunicazione obsoleto come il fax, ne usaste uno moderno, come l'e-mail...". All'epoca la giudicai una simpatica bouta(na)de da patito dei computer, oggi so che non lo era.
Una sensazione simile l'ho provata l'altra sera guardando un film su un canale televisivo di proprietà del satir... del priap... del premier. Era un sacco di tempo che non guardavo un film su un canale generalista, e credo non lo farò più. Intanto sul giornale c'è scritto che incomincia alle 21, ma ti devi sorbire vagonate di immondizia televisiva a base di "wannabe" veline e pubblicità demenziali (ho il telecomando rotto, davvero); poi ti rompono i coglioni ogni mezzora con otto minuti di pubblicità più due ore tra primo e secondo tempo con tgcom previsioni del tempo e ogni genere di trucchetto per aggirare la normativa sugli spot in tv. E uno pensa "cazzo questo film potevo andarmelo a vedere al cinema, affittarmelo in videoteca, comprarlo in pay per view, scaricarmelo dal mulo, e in tutti questi casi (con qualche limitazione per il cinema, dove però l'avrei visto più grande) l'avrei visto quando cazzo mi pare, interrotto quando cazzo mi pare, ripreso quando cazzo mi pare".
Insomma trovo che la tv generalista, particolarmente per la visione di film, è molto obsoleta.

scritto da: JackIrons alle ore 04/07/2008 16:55 | link | commenti (5)
categorie: cinema, idiozia, matusa, ggiovani
giovedì, 03 luglio 2008

Empedo Clemaffìa. Io da bambino ho sentito milioni di ore di gr, perché a casa mia e in macchina eccetera si ascoltavano i gr. E questi gr erano popolati da un sacco di personaggi. Il più inquietante di tutti era questo Empedo Clemaffìa, ma che nome era? Verso i 25 o 26 anni scoprì che si chiamava Empedocle Maffìa, però alla radio quando facevano il suo nome mettevano sempre un bell'accentone sulla e, che portava come ovvia conseguenza (l'italico verbo è piano di natura, e la sdrucciolità ne è un beato accidente) una piccola pausa sulla o, e quindi sembrava che il pollicione dovesse cadere sulla barra spaziatrice proprio in quel momento lì dopo do e non dopo cle.
E insomma prima ho visto sul giornale che è morto.

scritto da: JackIrons alle ore 03/07/2008 16:11 | link | commenti (3)
categorie: ricordi, radio, mood
martedì, 17 giugno 2008

La mia prima Gran Fondo.

medioSveglia alle 5.45, il mio mentore, Mozzi Pazzi, mi ha consigliato pasta, te, caffé e fette biscottate con miele e marmellata, eseguo tutto tranne il caffé, che è finito, c'è solo quello decaffeinato, ma non mi pare il caso. Sul vestiario dopo avermi consigliato di avvolgermi nudo nel domopak, mi ha sconsigliato i manicotti (credo perché mi avrebbero rovinato la mise), e ha fatto bene, non sarebbero serviti a nulla. Alle 7, secondo tabella, sono nel mio ufficio dove ho lasciato la bici la sera prima, mi cambio, caffé al bar e via in griglia. Siccome sono un "invitato" sono in griglia rossa, con tutti i mammasantissima, sono l'unico che indossa dei peli, risaltano abbastanza sotto il domopak. Ho due borracce di sali una da 750 e una da 500, temo i crampi, niente acqua tanto fa fresco e conosco le fontane sul percorso. La partenza è un gran casino, è in discesa, sul pavé, pioviggina; ho ciclisti che mi sfrecciano da tutte le parti, mi sento totalmente inadeguato, per i primi 3-4 km tento inutilmente di prendere una ruota, ma vanno tutti molto forte, troppo. Mi volto e vedo che quelli dietro sono ancora una marea. Nonostante i primi saliscendi verso Givoletto, il mio computerino segna 35 di media, una follia per i miei standard, mi viene immediatamente mal di gambe, cos'è che contava di più? La testa o le gambe?
Finalmente dopo lo strappetto di Givoletto riesco a tenere le ruote di quelli con cui sono, mi sento rinfrancato, stringo troppo una curva e uno mi manda affanculo, sarà l'unica volta, mi son comportato bene per essere all'esordio! Sulla salita di Varisella mi sento abbastanza bene, in cima mi raggiunge Cippa Lippa, facciamo la discesa insieme e arrivati sul rettilineo che porta a Lanzo chiudo un buco con Cippa alla ruota per entrare in un gruppetto che va via regolare, Cippa Lippa mi grida "bel lavoro Gifo" mi sento fichissimo. Alla prima rampetta all'entrata di Lanzo saluto Cippa, non ho nessuna intenzione di forzare, la strada è lunga e so che il suo passo in salita è proibitivo per me. Sul tratto Germagnano-Viù mi sento molto bene, supero un bel po' di gente, sulle ultime rampe di Viù chiacchiero con uno con la maglia verde della Kappa, mi dice che è dura, lo vedo sofferente, io invece sto da dio, ottimo! Mi sono alimentato con continuità, barrette e zuccheri e pasticconi di enervit.
A Viù salto il rifornimento, ci sono solo liquidi e io ho ancora la borraccia da 500 di sali, mi fermo solo un attimo alla fontana prima della discesa a riempire d'acqua quella da 750: rimarrà lì come zavorra per il resto del percorso, mai più toccata, e c'è gente che monta il portaborracce in carbonio per risparmiare 15 grammi!
Attacco il Colle San Giovanni e faccio partire il cronometro, faccio per alzarmi sui pedali ed eccoli lì, due bei crampi ai due quadricipiti, verso il ginocchio, gli stessi, ma molto meno intensi, del Fauniera dell'anno scorso. Dopo un primo momento di sconforto ("non ce la farò mai a finirla"), razionalizzo. Memore dell'esperienza, e consapevole che non arriverà nessuna infermiera a massaggiarmi e che ci sono ancora più di 60 km e tanti metri di dislivello, mi impongo di non staccarmi più dal sellino, di andare agile e regolare, Santo Trentaquattro da Shangai! Vado via bene, sembro Indurain, culo attaccato al sellino e frequenze alte per non dare una possibilità al crampo; quello con la maglia verde della Kappa lo vedo dai tornanti sempre più lontano, sto andando bene! Un po' li supero e un po' superano me, ma non mi sento più inadeguato, sono nella media, ci sto dentro.
Scollino a Colle San Giovanni in 32.50, una quindicina di secondi meglio dell'anno scorso, quando ci passai con Cippa, poco sotto gli 800 di VAM niente male! Un km prima del Colle Sangiovanni ci ha superati la macchina di fine corsa "dieci minuti alla scopa" "fanculo te e la scopa", strada aperta, è finita la pacchia. Mi fermo un attimo a scaricare i sali superflui e via. Vado un po' in crisi all'inizio dell'ultimo pezzetto più duro prima del Lys, ma ritrovo presto il ritmo indurainiano e quando sto pensando "ma dove cazzo è finito sto Lys?" ci sono. Al rifornimento del Colle butto giù un bicchierino di sali, un paio di fette biscottate al miele, indosso la mantellina (fa freddino) e mi butto giù, per non perdere il gruppettino appena partito.  Li supero subito sul primo rettilineo e rimango da solo, lo sarò per quasi tutta la discesa. Poco prima di Rubiana scorgo un gruppetto davanti, devo assolutamente prenderli, non posso fare il tratto Almese-Avigliana da solo. A Rubiana gli sono quasi addosso, ma si immette un cazzo di maggiolone guidato da una ragazza che doveva aver appena ritirato la patente "merda!" nella strettoia di Rubiana non c'è verso di superarla, vedo il gruppetto allontanarsi, poi finalmente la supero, e sugli ultimi curvoni, ad Almese, li prendo. Raccattiamo 4 della stessa squadra, che erano fermi a scaricare sali, si mettono davanti e vanno via regolari, riesco a mangiare e bere bello coperto in fondo al gruppetto, finisco i sali, per cui ad Avigliana mi fermo a riempire la borraccia. Passo il bivio per il percorso lungo a mezzogiorno, lo chiuderanno alle 12.15, se solo avessi voluto... (figuriamoci se mi sarei potuto permettere Braida e Colletta di Cumiana, non scherziamo!)
Sulla salita di Giaveno mi impongo di ritrovare il ritmo indurainiano, ma non ho più la brillantezza del Colle San Giovanni, faccio un paio di timidi tentativi di alzarmi sui pedali, anche per dare sollievo alla schiena, ma i due crampi son lì che mi aspettano col ghigno stampato in faccia. Mi rassegno al 28, su una salita che in genere faccio col 21, massimo il 23 (grazie! In pausa pranzo con 10 km nelle gambe...), 9 all'ora, fai girare ste cazzo di gambe e il crampo fa la nanna cullato dal gnek gnek delle tacchette. A Giaveno è un gran bordello di macchine, poi via in discesa, bello solo, adesso ho in testa lo strappetto di Reano, devo salire al massimo risparmio, c'è ancora il muro finale con i tratti al 18%, come farò a superarlo senza fuorisella?
Lo strappetto salta via in un attimo, mi superano in tre o quattro, passo sul tappetino magnetico dell'intermedio e il contakm reagisce e segna i 113 all'ora WOW!
Scendo giù verso Villarbasse completamente solo, vedo uno là davanti a 200 metri, mi volto e ce n'è un altro dietro a 200 metri. Passano un paio di treni dei lunghisti, inarrivabili. La strada è in leggera discesa, in genere in pausa pranzo spingo il 13, stavolta mi incaponisco inutilmente sul 15, prima di rassegnarmi al 17, "al risparmio al risparmio, pensa al muro finale!". Sulla breve salitella prima della rotonda che immette sul "muro" mi impongo una andatura da Graziella, non posso permettermi di esagerare, sono convinto che farò il muro a piedi, l'ho provato un bel po' di volte e mi pare impossibile farlo da seduto normalmente; figuriamoci con 115 km (mia massima uscita quest'anno 85) e tutte quelle salite nelle gambe! Poco prima della rotonda mi raggiunge uno, gli dico che probabilmente scendo perché ho i crampi; la attacco con lui, culo bello indietro, lavoro di braccia e schiena, 34X28 e via. Pensavo di trovare un sacco di gente a piedi, non ce n'è uno! Inoltre mia moglie i miei figli dovrebbero essere sulla salita, mi farò mica vedere a piedi! Ma ce la faccio, cazzo ce la faccio, ne supero addirittura 2 o 3 (una donna sui cinquant'anni e due sessantenni, ma vabbé...), sto affiancato a quello con cui chiacchieravo prima. Dove spiana un po' il tipo aumenta, io so che ai 900 metri ce ne sono ancora 100 un po' più duri e lo lascio andare, infatti poi lo trovo piantato e lo risupero; se la deve essere presa perché gli avevo detto che avevo i crampi e che sarei salito a piedi, infatti dopo 100 metri di discesa mi supera tutto impegnato, vai vai checcazzomenefrega. Io sono lì con un sorriso ebete stamapato in faccia, mi sento felice, l'ho fatta, sono in tempo massimo, ho un sacco di gente dietro. Ai 200 metri i miei figli e mia moglie mi incitano, penso "potevo anche scendere, prima sul muro, pazienza!". Taglio il traguardo.
Urrà!

scritto da: JackIrons alle ore 17/06/2008 11:46 | link | commenti (7)
categorie: amore, famiglia, mood, bicicletta, coppi, kappa
domenica, 04 maggio 2008

04052008(001)Io il mio l'ho fatto, adesso quei 4 bastardi che ci ritroviamo facciano il loro.
[ci sarebbe la foto mia in tenuta da ciclista stamattina davanti alla Lapide degli Invincibili, ma il mio cellulare e il mio pc hanno litigato e non si rivolgono la parola, se fanno pace edito e la aggiungo]
[Non hanno fatto la pace, è che sono in ufficio e tra il pc dell'ufficio e il cellulare c'è una certa intesa]

scritto da: JackIrons alle ore 04/05/2008 12:39 | link | commenti (30)
categorie: amore, calcio, toro, rosina
lunedì, 31 marzo 2008

"Palle di filo spinato"

ct-to-17
Io ho la fortuna di essere amico di quest'uomo, e di essere testimone del suo percorso da quando è ritornato a Torino nel 2002. Di quando era il quarto portiere; di quando era più forte di Sorrentino, ma giocava l'altro; di quando finalmente giocava lui ma gli è venuta la peritonite; di quando siamo falliti ed è stato il primo a firmare, alla cieca; di quando erano a Giaveno con le pezze al culo e tutti facevano riferimento a lui; di quando faceva il terzo perché il secondo era Pagotto (!!!); fino alle cose belle, a un allenatore che arriva, lo studia qualche settimana e dice "il secondo portiere ce l'abbiamo". E poi ieri il 94° minuto.
Stragodo.

scritto da: JackIrons alle ore 31/03/2008 10:55 | link | commenti (12)
categorie: amore, ricordi, calcio, ultras, toro, doudou, leojunior
giovedì, 13 marzo 2008

Non riesco a decidermi se sono io che invecchio, o se è il pop mainstream che era meglio 25 anni fa, nonostante l'insopportabile batteria effettata. Quel che è certo è che le coriste le sceglievano perché cantavano bene.


scritto da: JackIrons alle ore 13/03/2008 22:39 | link | commenti (23)
categorie: amore, ricordi, famiglia, londra, mood, pop , matusa, ggiovani
venerdì, 07 marzo 2008

Lei gira i tacchi e fa per andarsene, lui tira un sonoro peto.
- Hai detto qualcosa?
- Niente, pensavo ad alta voce.

scritto da: JackIrons alle ore 07/03/2008 01:07 | link | commenti
categorie: amore, mood, unghie loopmentali
mercoledì, 05 marzo 2008

tn_142 JuniorScusate ma ero un po' stufo di aprire il blog e vedermi malaticcio in vestaglia. La foto è del mitico Max Finotti, as usual.

scritto da: JackIrons alle ore 05/03/2008 11:30 | link | commenti (5)
categorie: amore, ricordi, derby, toro, rosina, leojunior
martedì, 26 febbraio 2008

Febbre a 90°
DSCN3412Glimmer mi ha detto che in vestaglia avrei potuto far paura a qualche rigatino, effettivamente la vestaglia ha i risvolti granata, ma la camicia da notte, sotto, è a righine bianco marroni: il derby su di me.
E' il giorno del derby e sono a casa con la febbre, con il frigo pieno di birra che non berrò, non stasera almeno. Che il sacrificio sia fecondo.

scritto da: JackIrons alle ore 26/02/2008 09:53 | link | commenti (6)
categorie: calcio, ultras, derby, toro, rosina