Sveglia alle 5.45, il mio mentore, Mozzi Pazzi, mi ha consigliato pasta, te, caffé e fette biscottate con miele e marmellata, eseguo tutto tranne il caffé, che è finito, c'è solo quello decaffeinato, ma non mi pare il caso. Sul vestiario dopo avermi consigliato di avvolgermi nudo nel domopak, mi ha sconsigliato i manicotti (credo perché mi avrebbero rovinato la mise), e ha fatto bene, non sarebbero serviti a nulla. Alle 7, secondo tabella, sono nel mio ufficio dove ho lasciato la bici la sera prima, mi cambio, caffé al bar e via in griglia. Siccome sono un "invitato" sono in griglia rossa, con tutti i mammasantissima, sono l'unico che indossa dei peli, risaltano abbastanza sotto il domopak. Ho due borracce di sali una da 750 e una da 500, temo i crampi, niente acqua tanto fa fresco e conosco le fontane sul percorso. La partenza è un gran casino, è in discesa, sul pavé, pioviggina; ho ciclisti che mi sfrecciano da tutte le parti, mi sento totalmente inadeguato, per i primi 3-4 km tento inutilmente di prendere una ruota, ma vanno tutti molto forte, troppo. Mi volto e vedo che quelli dietro sono ancora una marea. Nonostante i primi saliscendi verso Givoletto, il mio computerino segna 35 di media, una follia per i miei standard, mi viene immediatamente mal di gambe, cos'è che contava di più? La testa o le gambe?
Io il mio l'ho fatto, adesso quei 4 bastardi che ci ritroviamo facciano il loro.
Scusate ma ero un po' stufo di aprire il blog e vedermi malaticcio in vestaglia. La foto è del mitico Max Finotti, as usual.
Glimmer mi ha detto che in vestaglia avrei potuto far paura a qualche rigatino, effettivamente la vestaglia ha i risvolti granata, ma la camicia da notte, sotto, è a righine bianco marroni: il derby su di me. Mah...